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Correre d’inverno per prepararsi alla prima gara dell’anno.

Arriva il nuovo anno e si inizia a progettare le prossime gare a cui si vuole partecipare. Quest’anno abbiamo messo giù un bel programmino delle maratone o le mezze a cui partecipare. Iscriversi in anticipo vuol dire: 1) gestire meglio l’allenamento 2) pagare la quota minore 3) rovinarsi la vita  già da tre mesi prima della gara. Così niente ciaspolate nei weekend. Settimane di allenamento sempre regolari, un po’ di dieta perchè arrivare alla gara con un paio di kili in meno vuol dire meno fatica e miglior tempo.

Manca più di un mese e sto iniziando a sentire la tensione per la prossima gara a cui parteciperò. Il 21 febbraio corro a Verona e allenarsi d’inverno non è facile. Roberto lo risolve così.
Io ho la fortuna di lavorare vicino al Parco Lambro e in pausa pranzo ne approfitto. Certo correre per forza d’inverno vuol dire rischiare di correre sotto la neve, sotto la pioggia fredda, sicuramente sul ghiaccio.

Chi si organizza, poi, al massimo finisce a fare ripetute sul tapis roulant, che non è bellissimo, ma correre in pantaloncini corti e canotta quando fuori ci sono 1,5° tutto sommato ha il suo fascino….

Oggi ho corso delle ripetute da un minuto. Quando leggo l’allenamento da fare mi dico sempre che queste sono le più leggere, ma alla 12esima ripetuta a circa 3’50” al km sono veramente distrutto.

Vedo che fare ripetute di durata diversa fa bene. Ripetere sempre solo sulla stessa distanza è noioso e si creano gli anticorpi.

Correre durante il weekend

Durante la settimana riuscire a ritagliarsi qualche mezz’ora per seguire un allenamento specifico può diventare una fonte di stress. Non sempre uno riesce ad andare a correre quando avrebbe pianificato, o quando si era preparato mentalmente. Capita la riunione lunga, l’appuntamento fuori città subito dopo il pranzo o prima di cena, giusto per sabotare le intenzioni migliori di chi avrebbe voluto, invece, farsi qualche ripetuta, o un allenamento progressivo. Correre prima del lavoro va bene per chi ha orari flessibili e comunque solo a determinate condizioni. Durante pausa pranzo è uno sbattimento e si deve avere abbastanza tempo. La sera va bene per chi non finisce troppo tardi. Insomma due palle!!! E un vero disastro riuscire a tenere una certa frequenza e regolarità per chi cerca di fare un pochino sul serio.
Io esco a pranzo, faccio il criceto, corro in palestra. Unico compromesso possibile col fatto di lavorare in città e volere fare uno sport, che normalmente si fa all’aria aperta. A volte con la bella stagione se ho appuntamenti in tarda mattinata esco prima e mi faccio una corsetta al parco. Anche perchè crearsi delle condizioni artificiali non può essere una soluzione definitiva, il parco con il suo sali e scendi, le curve, lo sterrato e l’asfalto sono le condizioni migliori, il tapis va bene per impostare un allenamento.

Il weekend cambia tutto! Tempo a volontà, percorsi a scelta, senza dover fare tutto, letteralmente, di corsa. Puoi uscire e decidere dove, quanto e quando vuoi fare la tua uscita!

L’unico limite: in estate correre durante la giornata può essere difficile viste il calore soffocante. Questo weekend sono uscito sabato. Venerdì notte c’è stato un acquazzone e la mattina c’era una temperaturina perfetta: 21°. Che dire il massimo, sono partito alle 9.30 e ho fatto un allenamento medio-lungo [http://sportstracker.nokia.com/nts/workoutdetail/index.do?id=335672] e me la sono goduta proprio. Il parco di Monza è favolso, quasi tutto alberato, quindi all’ombra, con piccole salite e discese, sterrato, molte fontanelle; d’estate la sete è micidiale.

In giro ho incontrato Renzo Barbugian, con cui ho discusso degli allenamenti preparativi per la maratona di Milano che inizieranno la prima domenica di settembre e di cui parlerò in uno dei prossimi post. Bella iniziativa e bell’incontro.